Razionale

È noto che i pazienti con il maggior carico assistenziale, ovvero poco meno del 5% della popolazione consuma il 60% delle risorse e che una delle cause di incremento dei costi e delle cure di basso livello sono le “cose che non si fanno”. Diventa cruciale saper discutere sulla possibilità di morire e sulle decisioni di fine vita come prerequisito indispensabile per un’adeguata pianificazione delle cure nei malati che si avvicinano alla fase finale della vita.
I malati che hanno la possibilità di confrontarsi su questi aspetti manifestano minore ansia e depressione, ricevono cure meno aggressive alla fine della vita, quasi mai muoiono in reparti di rianimazione ed i loro familiari sopravvissuti hanno una qualità di vita migliore, senza contare l’ingente risparmio di risorse economiche per il sistema assistenziale.
Nelle nuove Reti di Cure Palliative e Terapia del dolore il MMG assume il ruolo di Responsabile Clinico delle Cure di Base e diventa co-attore nelle équipe che erogano cure Specialistiche.
Mentre per le Cure Domiciliari Specialistiche, erogate da Unità di cure dedicate, il MMG si trova di fatto inserito in una organizzazione precostituita, nelle Cure di base il medico deve essere in grado di erogare cure a complessità crescente, di intensità variabile e per un tempo che non è definibile se non per stima.
Il primo elemento rilevante è che il caso “complesso” e l’intensità di cura variabile rendono necessario garantire a malati e famiglie continuità delle cure (mediche e assistenziali), prestazioni integrate di altri professionisti (infermiere, fisioterapista, ecc.), un minimo di struttura organizzativa (call center, segretaria, magazzino per materiale sanitario).
Si rende dunque necessario il coinvolgimento pieno della Medicina Generale come risorsa con l’obiettivo di migliorare il rapporto costo/efficacia del sistema sanitario mantenendo un livello di spesa compatibile con le risorse disponibili, a fronte di cure efficaci che comportino un miglioramento dello stato di salute della popolazione.
La complessità di queste situazioni, unita all’esigenza e alla volontà di “curare a casa”, richiede competenza e organizzazione di risposte integrate, centrate sui bisogni dei pazienti e di chi li assiste, che coinvolgano il Medico di Cure Primarie e le forme organizzate (AFT e UCCP).
L’obiettivo di questo corso è di fornire le basi conoscitive e applicative necessarie ai MMG per ottimizzare la gestione dei soggetti con bisogni di approccio palliativo e cure anticipatorie.
Al termine del corso i partecipanti, medici di medicina generale in attività, avranno acquisito le conoscenze e le competenze necessarie per svolgere in modo completo, in autonomia o in collaborazione con le altre figure professionali inserite nella Rete assistenziale territoriale, le attività necessarie all’assistenza dei soggetti con bisogni di approccio palliativo e cure anticipatorie.